Azione collettiva cartello costruttori autocarri

Cartello costruttori veicoli: CNA a fianco delle imprese per promuovere l’azione collettiva

Il 19 luglio 2016, la Commissione Europea ha diffuso un comunicato stampa che ha scosso il settore dei trasporti in tutta Europa. È stata ufficialmente accertata l’esistenza di un cartello tra i principali costruttori di autocarri attivi nel continente, che ha operato dal 1997 al 2011.

Le imprese coinvolte – Iveco, Volvo, Renault, Daimler, MAN, DAF e Scania – hanno coordinato i prezzi di listino dei veicoli e concordato la tempistica per l’introduzione delle tecnologie sulle emissioni (da Euro 3 a Euro 6), trasferendone i costi sugli acquirenti finali. Per questo comportamento, la Commissione ha imposto sanzioni per circa 4 miliardi di euro.

Hai acquistato un camion tra il 1997 e il 2011? Hai diritto a un risarcimento.
Numerose imprese hanno già ottenuto il loro indennizzo.
Puoi partecipare anche tu entro il 31 maggio 2026.

L’iniziativa di CNA Fita

A seguito di questa decisione, CNA Fita ha promosso un’azione collettiva in collaborazione con lo Studio legale Scoccini & Associati, con l’obiettivo di tutelare le imprese che hanno acquistato veicoli industriali nel periodo oggetto dell’infrazione.

Grazie a questa iniziativa, oltre 3.000 aziende – in gran parte autotrasportatori, ma anche imprese dell’edilizia e dell’impiantistica – hanno potuto accedere a un’azione legale collettiva, evitando i costi e le complessità di un’iniziativa giudiziaria individuale.

Il contributo di CNA è stato riconosciuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha assegnato all’associazione il Premio Antitrust 2017 come miglior iniziativa a sostegno dei principi della concorrenza.

I risultati della class action

Il risarcimento medio riconosciuto in via equitativa in varie giurisdizioni europee, si attesta intorno al 5% del valore del veicolo. Recentemente però, il Tribunale di Milano, con sentenza dell’11 gennaio 2026, sulla base degli elaborati dei consulenti tecnici che hanno assistito gli associati CNA, ha riconosciuto un risarcimento lordo medio dell’8% sul prezzo di acquisto, corrispondente a una media di 13.000 euro per singolo camion (interessi inclusi).

Un grande risultato che testimonia il valore dell’azione intrapresa dalla nostra associazione.

Chi può ancora aderire alla class action

L’azione è tuttora aperta. Possono aderire tutte le imprese – anche non appartenenti al settore trasporto – che abbiano acquistato, tra il 1997 e il 2011, camion nuovi o usati (anche in leasing) di medie dimensioni (da 6 a 16 tonnellate) o grandi (oltre 16 tonnellate) delle seguenti marche: DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN/Volkswagen, Volvo/Renault e Scania.

L’adesione richiede un contributo di 150 euro per veicolo, destinato alla verifica documentale e all’esame della posizione dell’impresa. I costi successivi dell’azione legale saranno invece anticipati dalla società A.L.I. (Antitrust Litigation), che riceverà una percentuale del risarcimento in caso di esito favorevole.

Un’opportunità anche per chi non è nel settore trasporti

L’iniziativa non è riservata solo alle imprese di autotrasporto. Possono partecipare anche aziende che operano in altri settori e che abbiano acquistato veicoli industriali nel periodo interessato. Si tratta di un’opportunità concreta per ottenere un rimborso su un sovrapprezzo riconosciuto come illecito.

CNA Bergamo è a disposizione

Le imprese interessate possono contattare CNA Bergamo per ricevere supporto nella raccolta della documentazione, nella verifica della propria posizione e nell’adesione all’azione collettiva.

Luca Scandella

Tel: 035.285.185
Email: luca.s@cnabergamo.it

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comunicazione@cnabergamo.it

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