La navetta delle cime: Rosvel Cattaneo a Foppolo

La storia di Rosvel Cattaneo, l’imprenditore che muove Foppolo, nonostante la crisi climatica

A Foppolo, tra le vette della Val Brembana, il suo nome risuona con un’eco quasi presidenziale. Andrea “Rosvel” Cattaneo, nato a Bergamo nel 1972, porta con sé una storia che inizia con un’originale scelta dei genitori. In un’epoca in cui i nomi dei bambini erano quasi tutti ispirati agli apostoli, i suoi decisero per Rosvel, in omaggio al presidente degli Stati Uniti d’America Franklin Delano Roosevelt.

Una scelta che, all’epoca, non fu priva di ostacoli: “Non mi battezzavano come Rosvel, come nome straniero“, racconta oggi ricordando come all’anagrafe dovette essere registrato come Gianni, poi Giovanni, per poi riuscire a far convivere nel codice fiscale quella storpiatura di Roosevelt che è diventata il suo marchio di fabbrica.

Cattaneo è figlio di queste montagne: vive a Foppolo da 53 anni, testimone di un’epoca in cui si nasceva a Bergamo solo per questioni logistiche, ma si apparteneva visceralmente alla neve e alle rocce. La sua carriera non è iniziata sotto i riflettori, ma tra i corridoi dei condomini, svolgendo per vent’anni il lavoro di portinaio.

Era il 1988 quando dovette sostituire il padre, prematuramente scomparso, prendendone il posto e garantendo continuità alla famiglia.

La prima impresa di pulizie

La svolta imprenditoriale arriva nei primi anni 2000. Dopo due decenni spesi nel servizio di portineria, Cattano sente il bisogno di un cambiamento radicale. “O facciamo un salto o niente, stiamo qua, insomma“, disse a se stesso prima di fondare quella che sarebbe stata la prima impresa di pulizie di Foppolo. È l’inizio di una nuova fase: la ditta individuale che porta il suo nome inizia a strutturarsi, assumendo dipendenti e garantendo servizi di qualità ai condomini e ai privati della zona.

Parallelamente, Cattaneo capisce che a Foppolo l’economia ruota attorno alla gestione della neve. Per quasi dieci anni lavora per il comune occupandosi dello sgombero neve, gestendo una flotta che è arrivata a contare cinque ruspe e quattro camioncini. Oggi, pur avendo ridotto l’impegno pubblico a favore di una gestione più mirata per i privati, continua a garantire la pulizia di scivoli e vialetti per i condomini che già serve con l’impresa di pulizie, mantenendo viva quella “garanzia di lavoro fatto come si deve” che è il suo orgoglio.

La rivoluzione delle navette: nasce “Rusvy”

La vera intuizione che ha cambiato il volto del turismo locale è nata quasi vent’anni fa, “così per gioco”. Cattaneo decise di avviare un servizio di noleggio con conducente (NCC) con una sola macchina, inizialmente dedicata a un unico obiettivo: il Rifugio Dordona, situato nel territorio valtellinese. L’idea era semplice ma rivoluzionaria per la zona: trasportare i turisti dal piazzale di Foppolo direttamente alle alte quote dei rifugi.

Quello che era nato come un esperimento si è trasformato in una colonna portante dell’offerta turistica locale. “Dopo avere chiesto ai rifugisti cosa ne pensassero dell’ipotesi di organizzarsi insieme in questo modo, alla fine mi sono detto che o partivo da solo o che non saremmo andati da nessuna parte“, ricorda Cattano riguardo agli inizi difficili nel fare rete.

Oggi la sua flotta conta sei Jeep e sei autisti stagionali, servendo quattro rifugi principali: Dordona, Terrazza Salomon, Mirtillo e Terre Rosse. Per dare un’identità forte al servizio, ha creato il marchio “Rusvy Navetta”, un nome che ormai è diventato un soprannome collettivo: “Ormai mi chiamano tutti Rusvy“, dice sorridendo.

Un servizio per la comunità e le sfide del clima

L’attività di Cattaneo non si limita al trasporto turistico verso le vette. Consapevole delle carenze nei trasporti pubblici, ha attivato una navetta interna che collega la parte bassa del paese con gli impianti di risalita. Si tratta di un pulmino da otto posti che effettua corse ogni 15 minuti durante le festività e i fine settimana.

Nonostante il successo, l’imprenditore non nasconde le preoccupazioni per il futuro. La criticità maggiore è rappresentata dal cambiamento climatico: “L’inverno si è accorciato, manca la neve“, sospira. “La stagione non parte più puntuale come una volta, a inizio dicembre, e anche la fine tende ad anticipare gradualmente, ormai più verso marzo che verso aprile o maggio. Mentre le estati, sebbene intense nei mesi di luglio e agosto, rimangono troppo brevi per garantire una stabilità economica serena”.

A questo si aggiunge un rapporto talvolta complesso con la burocrazia, specialmente per quanto riguarda il rilascio di nuove licenze o la manutenzione delle strade sterrate necessarie per raggiungere i rifugi.

Tra testa dura e futuro

Cattaneo è un uomo che non molla. Si definisce scherzosamente una “testa dura che non molla mai” di fronte alle difficoltà burocratiche. Da circa tre anni ha trovato nella CNA un supporto fondamentale per la gestione della contabilità e delle pratiche legali, come la richiesta di aumento del numero di licenze per far crescere ulteriormente la sua flotta.

Guardando al futuro, Rosvel immagina un territorio dove ci sia “più sintonia tra istituzioni e operatori privati“, dove il suo servizio venga valorizzato come una risorsa per far crescere il turismo. Senza figli a cui tramandare l’attività, Cattano continua a lavorare con la passione di chi ha costruito tutto da solo, un pezzo alla volta.

Oggi, Rusvy Navetta non è solo un’impresa, ma il simbolo di una Foppolo che resiste e si muove, anche quando la neve fatica a cadere.

A cura di /

comunicazione@cnabergamo.it

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