Autofficina Gotti Maurizio: passione quattro ruote
Da quasi 20 anni, Maurizio Gotti è a capo di un’autofficina che ha trovato il suo equilibrio dimensionale e guarda con fiducia alla sfida del motore elettrico
La sfida si chiama 2035, l’anno in cui, secondo le direttive dell’Unione Europea, le case automobilistiche non potranno più produrre motori endotermici e partirà il definitivo passaggio a quelli elettrici. Cosa ne sarà allora di tutti gli autoriparatori che finora hanno lavorato sui tradizionali motori termici? Che fine faranno le competenze maturate per oltre un secolo?
La transizione dal motore termico a quello elettrico
Non pare esserne troppo preoccupato Maurizio Gotti, titolare dell’autofficina omonima con sede a Dalmine: “Sarà certamente una transizione lenta perché continueranno a circolare moltissime auto con motori tradizionali, che avranno bisogno quindi di manutenzione. Anche perché dopo il 2035 si potranno comunque commercializzare auto con motori termici a condizione che siano alimentate con carburanti sintetici, cioè in grado di garantire la neutralità climatica”. Insomma, questa faccenda dell’elettrico andrà probabilmente per le lunghe, e allo stato attuale è bene informarsi ma senza troppi allarmismi.
Le origini
“Da ragazzo, durante l’estate avevo iniziato a fare qualche lavoretto presso l’elettrauto di mio zio Mario e, in seguito, presso le autofficine di alcuni suoi clienti meccanici. Fin quando, nel 1988, mi sono iscritto all’istituto professionale Patronato San Vincenzo a Bergamo, al termine del quale ho conseguito il diploma di motorista d’auto. E, sempre grazie a mio zio, ho poi trovato lavoro in un’autofficina a Bergamo, dove ho lavorato per ben 15 anni, fino al 2005”.
Dall’inizio attività ai bandi: l’aiuto di CNA
Lo zio Mario è una figura che in questa storia torna più volte. Mario Gotti, infatti, era uno storico associato a CNA Bergamo ed è stato proprio in forza del suo esempio che anche Maurizio, nel 2005, decide di rivolgersi alla nostra associazione. “Era da tanti anni che volevo mettermi in proprio. A un certo punto si è presentata un’occasione: un capannone vuoto in affitto in via Fratelli Bandiera. Non ho fatto neanche in tempo a vederlo che lo avevo già preso! Ho iniziato a lavorare con un apprendista part time e dopo un anno ho assunto un mio ex collega con cui avevo condiviso 15 anni di lavoro”.

Dicevamo: la CNA. “Quando sono venuto in CNA ho trovato Egidio Agazzi, funzionario di categoria che mi segue ancora oggi, il quale mi ha dato alcuni consigli per iniziare al meglio. Grazie al suo aiuto sono riuscito a ottenere un bando di Regione Lombardia per l’apertura della mia prima attività. In seguito, tramite il consorzio fidi, ho aperto un finanziamento per comprare tutta l’attrezzatura necessaria”.
La crescita aziendale
Fin dall’inizio l’attività di Maurizio si qualifica come officina multimarca, che offre anche servizio gomme con bilanciatura, con una specializzazione nel montaggio e riparazioni di impianti a GPL e metano.
“Gli affari andavano bene e così ho assunto mio papà per gestire la parte amministrativa. Nonostante non avesse alcuna esperienza pregressa in questo settore, è riuscito a imparare molto velocemente e poco tempo dopo gestiva già tutto: bonifici, mail, rapporti con i clienti e così via, compresa tutta la relazione con CNA con particolare riferimento a tutte le pratiche ambientali. In seguito, nel 2019, ho assunto mia sorella Nadia come supporto per l’ufficio. Oggi secondo me siamo in un numero perfetto: due dipendenti oltre a me in officina e mia sorella con mio papà in ufficio. Non mi interessa ampliarmi perché temo possano aumentare i problemi piuttosto che le opportunità. Sono contentissimo e vorrei mantenere questo standard, che mi permette di seguire la clientela con qualità”.
A tutto gas
Nel capannone di Dalmine, acquistato nel 2000 in piena pandemia, ogni giorno vengono riparate tra le 5 e le 10 vetture. La clientela si rivolge a Maurizio soprattutto per la specializzazione nell’ambito GPL e metano, nonché per le manutenzioni e le riparazioni meccaniche, la cui qualità è garantita grazie alla continua formazione tramite corsi di aggiornamento della Bosch.
Guardando al futuro, certo, qualche perplessità Maurizio ce l’ha. “I ragazzi delle scuole che vengono in tirocinio sono abbastanza interessati, ma non troppo preparati e motivati: per loro è un mondo nuovo, il lavoro è un salto nel vuoto. Non è un caso se l’unico ragazzo davvero motivato e preparato l’ho subito assunto”.


