Artigiano Digitale: la storia di Roberto Caspani, il maker che guida le imprese verso la transizione green e digitale

Dalla Brianza a Bergamo, storia di Roberto Caspani, ingegnere “maker” che guida le imprese alla transizione green e digitale

Roberto Caspani è l’incarnazione di quella competenza tecnica che non si impara solo sui libri, ma si “salda” direttamente sul campo. Fondatore di W2W Solutions, oggi è un riferimento per il monitoraggio energetico industriale, ma il suo percorso parte da lontano, in un’epoca in cui termini come “IoT” o “Cloud” appartenevano ancora – o quasi – alla fantascienza. Lo incontriamo per farci raccontare come si evolve un’impresa tecnologica in un mondo regolato da normative sempre più stringenti.

Le radici di un “maker” ante litteram

La passione di Caspani per l’elettronica non è stata una scelta tardiva, ma una vocazione. “Ho una formazione ultra-super-tecnica”, esordisce con un sorriso. “Fin da ragazzo, gli esperimenti iniziavano nei miei laboratori improvvisati in casa. Ho fatto il percorso classico: istituto tecnico, ingegneria elettronica con specializzazione in automazione e poi subito le mani in pasta.”

Negli anni ’90, prima che la Silicon Valley sdoganasse il termine, Roberto era già quello che oggi definiremmo un maker. “Quello che facevo nel 1993-98 era il maker puro: saldavo, facevo i circuiti, costruivo sensori, li integravo nell’elettronica e poi passavo ore davanti al monitor per il firmware. Allora i maker erano quelli che si scottavano le mani con lo stagno. Ricordo un dispositivo fatto proprio da zero: pensato, progettato, costruito e testato su una macchina da tessitura, con un sensore per il rilevamento dello sfilacciamento del bordo che altrimenti avrebbe potuto rovinarsi sui telai lasciati senza controllo, senza telecamere e senza AI.”

Da Mogadiscio a Bergamo

Dopo la laurea, la vita gli riserva una deviazione inaspettata: il servizio militare nei paracadutisti di Pisa durante la crisi in Somalia. “Con l’operazione Ibis, sono stato tra i primi a montare le tende nel deserto di Mogadiscio. Tre mesi intensi, poi il congedo e l’inizio della carriera da progettista”.

Il legame con il territorio bergamasco nasce trent’anni fa, il 30 novembre 1996, quando Roberto entra nel gruppo Urmet con la sua controllata Audiotel. “Eravamo pionieri dei telecontrolli wireless. Usavamo i telefoni cellulari quando ancora non esisteva il GPRS o la connettività IP. Facevamo monitoraggio, telemisura e telemetria senza tirare un solo cavo, già agli esordi degli anni ’90. Dieci anno dopo si sarebbe parlato di machine to machine”.

 

Uno dei progetti più significativi di quel periodo fu il metering del GPL per Liquigas. L’azienda voleva cambiare modello di business, passando dalla vendita a litri a quella a metri cubi. “Dovevamo garantire che il serbatoio non fosse mai vuoto, monitorando i livelli in tempo reale in zone classificate ATEX, a rischio esplosione. Mettere un’elettronica con una batteria potente in quei contesti era come maneggiare una piccola bomba, doveva durare anni in condizioni estreme. E ci siamo riusciti”.

W2W al Point di Dalmine

Nel 2007, la chiusura di Audiotel spinge Caspani verso una nuova consapevolezza. Dopo alcuni anni nel software as a service, decide che è il momento del grande salto. Nel 2010 viene selezionato per l’originalità del suo business plan (le piattaforme e i sistemi di monitoraggio via web erano pochi e tutti afferivano a grandi società di automazione industriale). Entra così nell’incubatore d’impresa di Bergamo Sviluppo, un’esperienza che definisce “vitale” per la creazione ex novo di un’attività. “È stato fondamentale per chi, come me, veniva da un’esperienza da dipendente e non aveva basi di imprenditoria: un ambiente dove hai assistenza legale e contabile, impari a scegliere tra una srl e una snc o imposti un’attività da libero professionista. Senza quel supporto, saresti solo. Ricordo le telefonate: ‘Mi serve un avvocato, non capisco nulla di questo contratto’. Cinque ore di consulenza e avevi un contratto perfetto. Lì ho capito come si fa impresa”.

Ed è così che nel 2013 nasce ufficialmente W2W Solutions. Nome e logo arrivano d’istinto. L’azienda si focalizza sulla “iot-izzazione” di macchinari industriali, portando soluzioni innovative in mercati complessi.

Tra le applicazioni più importanti di W2W spicca il monitoraggio dei trasformatori industriali per fonderie. “Sono macchine sottoposte a stress enormi, con correnti elevatissime che forniscono energia per i forni di fusione. Abbiamo sviluppato algoritmi per dedurre i parametri di vita restante del trasformatore, portando i dati dai sensori direttamente in cloud”.

Un altro fiore all’occhiello è il sistema per il monitoraggio della qualità dell’aria nell’industria pesante. “Lavoriamo in ambienti saturi di polveri pericolose, dove i valori raggiungono i 10.000 microgrammi al metro cubo, cifre impressionanti se pensiamo che le città chiudono il traffico sopra i 50. Grazie ai nostri sensori e al nostro controllo, scattano sistemi automatici di abbattimento con spruzzi d’acqua appena si superano le soglie”.

Il futuro: energia, normative e transizione 5.0

Oggi W2W Solutions è orientata al monitoraggio energetico multivettore. Il driver principale è il quadro regolatorio europeo, in particolare la direttiva EED (Energy Efficiency Directive). “Ci concentriamo sulle pmi, sempre più in difficoltà, ma anche sulle grandi che hanno bisogno di supporto specialistico. Le nuove direttive obbligano chi consuma oltre certe soglie a fare diagnosi energetiche serie o ad adottare la ISO 50001. Il motto è energy efficiency first. L’obiettivo finale è ambizioso: permettere a un nostro cliente di mettere in etichetta che per avere quel singolo kg di farina sono stati consumati esattamente – per fare un esempio – 0,02 kWh”.

Secondo Caspani, il sistema regolatorio è ciò che oggi fa decollare o morire interi settori. “Senza i fondi della Transizione 5.0 in versione credito di imposta o iperammortamento, o senza bandi regionali o nazionali sull’efficientamento, molte imprese non potrebbero nemmeno investire. Una società che fattura 1-2 milioni come fa a comprare un macchinario da 700.000 euro senza un supporto del 35-40%? Grazie all’iperammortamento confermato per tre anni e al conto termico che, in diverse forme, va avanti da anni, per la mia attività guardo al futuro di medio periodo con ottimismo”.

Il valore del network e il ruolo di CNA

Nonostante le dimensioni contenute, W2W Solutions opera attraverso una rete di talenti in outsourcing. “In giro ci sono consulenti e talenti impressionanti che lavorano a costi ragionevoli. Questo mi permette di gestire progetti complessi con un approccio da project manager”.

In questo contesto, il rapporto con CNA non è stato secondario. Associatosi inizialmente per avere un supporto nell’accesso a bandi europei per lo sviluppo d’impresa (nello specifico, per un sistema di smart monitoring della qualità dell’aria), Caspani vede nell’associazione un partner per la crescita futura. “Sono entrato in CNA attratto dalle ‘sirene’ della consulenza sui bandi e ha funzionato bene. Oggi, con la mole di lavoro che stanno arrivando da Transizione 5.0 e conto termico, stiamo pensando di acquisire collaboratori fissi. A quel punto, il supporto di CNA su temi fiscali, normativi e per la gestione delle paghe sarà determinante”.

Roberto, insomma, guarda al futuro con l’entusiasmo del ragazzo che costruiva sensori in Brianza, ma con la solidità di chi sa che l’innovazione, oggi, passa inevitabilmente per l’efficienza e la sostenibilità.

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